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Trasimeno - Biosfera ed Equilibrio 2015 IL RESPIRO DELL’ACQUA

IL RESPIRO DELL’ACQUA
Lago Trasimeno, Umbria

Ci sono luoghi che chiedono di essere attraversati.

Altri chiedono soltanto di essere ascoltati.

Il lago appartiene a questi ultimi.

Qui il tempo non passa.
Si posa.

Rimane tra le radici degli alberi, sulle rive, nelle cose lasciate dall’uomo.
Affiora e scompare, come un ricordo.

L’acqua accoglie ogni cosa senza trattenerla.
Il cielo.
La terra.
La luce.
Il silenzio.

Forse è per questo che davanti all’acqua impariamo ad aspettare.
A guardare più lentamente.
Fino a quando il paesaggio smette di essere un luogo
e diventa tempo.

IL TEMPO DELL’ACQUA

Meditazioni sul paesaggio

Il tempo dell’acqua nasce sulle rive del Lago Trasimeno come una ricerca sul paesaggio e progressivamente si allontana dalla sua dimensione geografica per diventare una meditazione sul tempo.

Il lago non è raccontato come luogo, ma come spazio di sospensione.

L’acqua modifica la percezione delle cose. Sottrae peso, confonde i confini, unisce cielo e terra, accoglie le forme e le restituisce come riflessi. Ciò che emerge e ciò che scompare sembrano appartenere allo stesso movimento lento.

Gli alberi affondano le radici nell’acqua. I canneti disegnano margini fragili. Pontili, barche, reti e piccoli manufatti testimoniano una presenza umana che raramente appare, ma che continua a essere percepita attraverso le tracce lasciate nel paesaggio.

Non accade quasi nulla.

Ed è proprio in questa apparente assenza di avvenimenti che il tempo diventa visibile.

Lo sguardo non cerca l’istante decisivo, ma l’istante dilatato: quello che precede o segue l’azione, quando il paesaggio sembra sottrarsi alla cronaca e tornare semplicemente a esistere.

Il bianco e nero accentua questa distanza dalla descrizione. Il colore scompare e con esso una parte della riconoscibilità del luogo. Rimangono luce, materia, acqua, nebbia, segni.

Il Trasimeno diventa così un paesaggio mentale.

Un territorio reale che progressivamente perde le proprie coordinate per trasformarsi in uno spazio interiore, nel quale memoria e presente sembrano sovrapporsi.

L’acqua attraversa l’intero lavoro come una misura alternativa del tempo: non quello lineare dell’uomo, scandito dagli avvenimenti, ma un tempo ciclico, lento, fatto di trasformazioni quasi impercettibili.

Il tempo dell’acqua non vuole quindi descrivere il Lago Trasimeno.

Vuole sostare davanti ad esso.

Osservare ciò che rimane quando il rumore si allontana e il paesaggio torna a parlare attraverso i suoi elementi più semplici.

Acqua. Terra. Alberi. Tracce. Silenzio.

Una meditazione visiva sulla possibilità di rallentare lo sguardo e, attraverso il paesaggio, ritrovare per un momento una diversa misura del tempo.

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