PROJECTs
Berlin Linea nelle Linee 2019 Oltre Le Apparenze
... "Dove sta la bugia di Antonella Bozzini? Paradossalmente, nella sua sincerità di intenti ed esecuzione. Offre una sua lettura e interpretazione dell’attuale paesaggio urbano di Berlino, della sua architettura della “rinascita” nazionale e del suo orgoglio ferito all’indomani dell’estate Quarantacinque di fine della Seconda guerra mondiale, affinché ciascuno di noi, alla presenza delle sue fotografie, possa esprimere pensieri suoi autonomi, partire per viaggi individuali. " Testo Critico Maurizio Rebuzzini
Bialowieza - La Foresta Ferita 2015
La torbiera del fiume Rospuda e Bialowieza, la foresta più antica d'Europa, sarebbero potute andare distrutte se nel 2004 Varsavia non fosse entrata nell'Unione. Solo grazie all’intervento del Parlamento, della Commissione e della Corte di giustizia europea, il Paese è riuscito a salvarle entrambe
Cesar Manrique - Armonia tra Arte e Natura 2017
Nel 1966, Manrique ritorna definitivamente a Lanzarote dove si stabilisce. Su tale isola, in cui lo sviluppo turistico è in fase di decollo, promuove un modello d'intervento sul territorio in chiave di sostenibilità, teso a tutelare il patrimonio naturale e culturale insulare.
Italiani del 21° Secolo dal 2023 work in progress
Italiani del 21° Secolo
Ogni ritratto è realizzato all’interno dello spazio domestico dei protagonisti, nel luogo in cui la loro quotidianità prende forma.
Le persone sono fotografate nel proprio ambiente, circondate dagli oggetti, dagli arredi, dalle fotografie e dai segni che raccontano, spesso inconsapevolmente, qualcosa della loro storia.
La composizione è costruita con precisione, mantenendo però intatta l’identità di ogni luogo e lasciando emergere le relazioni tra le persone: vicinanze, distanze, gesti, posture e sguardi diventano parte della narrazione.
Lo sguardo è prevalentemente frontale e diretto. Sono i protagonisti a guardare chi osserva, affermando la propria presenza e la propria individualità.
Nulla viene spettacolarizzato. Gli elementi della vita quotidiana rimangono all’interno dell’immagine come tracce silenziose, piccoli indizi attraverso i quali leggere appartenenze, abitudini, memorie e contaminazioni culturali.
La fotografia non cerca un modello di italianità e non tenta di uniformare le differenze. Al contrario, le rende visibili.
Immagine dopo immagine, la continuità del linguaggio fotografico mette in relazione persone, generazioni, provenienze e forme familiari differenti.
Ogni fotografia è un ritratto autonomo. Insieme, diventano il ritratto di un Paese.
Milano in Prospettiva 2020-2030
Milano in Prospettiva
"Milano in prospettiva è un progetto fotografico
con un sguardo più emotivo, multisensoriale e meno esteta, guidato dalla necessità di ritrarre spazi “leggeri” che permettono di rappresentare l’uomo in relazione con lo spazio pubblico, contestualizzandolo nell’ambito dei più ampi processi di trasformazione sociale ed ambientale."
Curatela e testo critico di Roberto Mutti
Oltre la soglia del tempo 2026
Oltre la soglia del tempo
Non racconta il domani. Racconta l’istante esatto in cui scegliamo di immaginarlo.
Oltre la soglia del tempo nasce da una domanda: che cosa accade all’essere umano quando si trova di fronte a qualcosa che ancora non esiste?
Il progetto indaga quello spazio sottile che separa il presente dal possibile. Non cerca di rappresentare il futuro né di anticiparne la forma, ma di osservare la condizione dell’uomo davanti all’ignoto: il momento della sospensione, dell’attesa, della scelta.
Una figura umana, riconoscibile attraverso il rosso, attraversa luoghi apparentemente ordinari che perdono progressivamente la loro funzione originaria per trasformarsi in spazi mentali. Architetture temporanee, percorsi, margini, aperture e orizzonti diventano soglie. Non indicano una destinazione: suggeriscono una possibilità.
La figura non è il ritratto di un individuo. È una presenza simbolica, fragile e determinata allo stesso tempo. Può cambiare volto, corpo, età e luogo. Ciò che rimane è il rosso, elemento ricorrente che attraversa il progetto come una traccia e restituisce alla presenza umana una continuità.
Il paesaggio non è uno sfondo. È uno spazio di confronto tra ciò che conosciamo e ciò che ancora possiamo immaginare.
Oltre la soglia del tempo si sviluppa come un’opera aperta, destinata a proseguire attraverso territori e contesti differenti. Ogni nuovo luogo diventa una diversa manifestazione della stessa domanda.
Perché forse il futuro non è un luogo verso cui stiamo andando.
Forse comincia nel momento in cui decidiamo di guardare oltre la soglia.
Oman Fort Bahlà 2018
Il forte è diventato un patrimonio dell'umanità nel 1987, e l'anno seguente è stato elencato tra quelli in pericolo. I lavori di restauro iniziarono negli anni novanta, e sono costati oltre sei milioni di sterline spese dal governo dell'Oman tra il 1993 ed il 1999. Dal 2004 è considerato fuori pericolo.
Il forte di Bahla, insieme a quelli vicini di Izki e Nizwa, ed a quello a nord di Rustaq, furono il centro della resistenza kharigita alla "normalizzazione" voluta dal califfo Hārūn al-Rashīd. La città di Bahla, comprensiva dell'oasi, del suq e del palmeto, è circondata da mura in adobe lunghe dodici chilometri.
Rodalquilar Las Minas de Oro 2012
Rodalquilar Las Minas de Oro_2012
I resti del patrimonio industriale di Rodalquilar sono eccezionali a causa della speciale combinazione di bellezza paesaggistica, valore storico e interesse tecnologico.
The Green Line 2012
THE GREEN LINE. La natura delle cose
Indagini fotografiche di Antonella Bozzini
nota critica di presentazione a cura di Silvia Petronici
Trasimeno - Biosfera ed Equilibrio 2015 IL RESPIRO DELL’ACQUA
IL RESPIRO DELL’ACQUA
Lago Trasimeno, Umbria
Ci sono luoghi che chiedono di essere attraversati.
Altri chiedono soltanto di essere ascoltati.
Il lago appartiene a questi ultimi.
Qui il tempo non passa.
Si posa.
Rimane tra le radici degli alberi, sulle rive, nelle cose lasciate dall’uomo.
Affiora e scompare, come un ricordo.
L’acqua accoglie ogni cosa senza trattenerla.
Il cielo.
La terra.
La luce.
Il silenzio.
Forse è per questo che davanti all’acqua impariamo ad aspettare.
A guardare più lentamente.
Fino a quando il paesaggio smette di essere un luogo
e diventa tempo.








